Picasso E Vollard. Il Genio E Il Mercante. La Storia Di Una Straordinaria Collaborazione Che Produsse I Capolavori In Mostra A Venezia

Un rapporto complesso ma fruttuoso è quello che, “spiegato” per la prima volta in una mostra, intercorse tra il mercante d’arte Ambroise Vollard e Pablo Picasso. Ad analizzarlo è, appunto, la singolare esposizione Picasso e Vollard. Il genio e il mercante, in corso fino all’8 luglio a Venezia, all’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, con sede a Palazzo Cavalli Franchetti.

150 opere di stampo grafico realizzate dal genio catalano su commissione dell’illuminato affarista Vollard: tra queste, le cento incisioni della Suite Vollard, trenta acqueforti originali per L’Histoire Naturelle di Buffon, la splendida Minotauromachia, capolavoro assoluto dell’arte grafica, le acqueforti deiSaltimbanchi. Il rapporto tra Picasso e Vollard durò quarant’anni fino alla morte del mercante, avvenuta nel 1939 in un tragico incidente d’auto, nel quale perse la vita colpito alla testa da una scultura che stava trasportando. A proposito della loro “amicizia”, così si è espressa Claudia Beltramo-Ceppi, curatrice dell’esposizione: “Questa è la prima mostra che sia mai stata dedicata integralmente ed esclusivamente alla collaborazione tra Pablo Picasso e il mercante di quadri Ambroise Vollard. La relazione tra il più stupefacente genio del Novecento e quello che fu il celeberrimo mercante dei maggiori artisti delle avanguardie di inizio secolo, è sempre rimasta infatti, e stranamente, piuttosto segreta, senza che né l’uno né l’altro dei due protagonisti abbiano mai ritenuto necessario esprimersi molto sulla vicenda”. Di Pablo conosciamo “vita, morte e miracoli”, ma di Ambroise Vollard in pochi hanno informazioni: nato nel 1866 all’isola di Réunion, dopo aver svogliatamente studiato Giurisprudenza a Montpellier, Vollard si trasferisce a Parigi e inizia a bazzicare per librerie e bancarelle fino a quando riesce a “mettere insieme” una discreta collezione di stampe, disegni e volumi acquistati a basso prezzo.

Intanto comincia a frequentare la vita letteraria e artistica della Ville Lumiere e, nel 1901, conosce il genio catalano che, non ancora ventenne, viveva senza soldi in una sorta di comune di artisti squattrinati come lui nella capitale francese, in attesa di qualcuno che apprezzasse la sua arte. Vollard era già il mercante d’arte di Renoir e Cézanne, di Gauguin e Matisse. Nell’ambiente era conosciuto come mercante-editore di eccezionale fiuto che guardava con grande interesse a quelli che ancora non si erano fatti un nome e che, spesso, erano rifiutati perché troppo innovativi e, quindi, allontanati dall’ufficialità. Intuitivo e lungimirante, quando si trova davanti a Picasso, Vollard capisce immediatamente con chi ha a che fare e lo invita ad esporre nella sua galleria i dipinti del cosiddetto “periodo blu”. “Fu proprio Vollard il primo acquirente”, continua la Beltramo-Ceppi “delle opere del Periodo Blu di Picasso, che proprio di Vollard Picasso dipinse quello che sarebbe divenuto uno dei suoi più celebri ritratti cubisti, oggi al Museo Puskin di Mosca e, infine, porta il nome di Vollard la più notevole e importante serie di incisioni del 900, realizzata da Picasso negli anni Trenta”. Oltre ad imporre all’attenzione dei maggiori collezionisti europei e d’oltreoceano le raffinate avanguardie, Vollard si adoperò a presentare e vendere le straordinarie opere di Picasso a mecenati ed amanti dell’arte contemporanea, tra i quali i celebri Gertrude e Leo Stein.

Nel 1910 Picasso ritrae Vollard secondo la sua filosofia cubista: è solo la prima volta perché seguiranno altri numerosi suoi ritratti, al punto che parlando di questa sua “insistenza” su tale soggetto, egli disse: “La donna più bella mai esistita non avrà avuto il proprio ritratto dipinto, disegnato o intagliato con la stessa frequenza di Vollard”.

Fra le varie commissioni di cui Vollard, anche editore, incarica Picasso, c’è quella di illustrare Le chef d’oeuvre inconnu, capolavoro di Balzac, che l’eclettico artista “decorò” così straordinariamente da farne uno dei libri illustrati più importanti del Novecento. In seguito, Vollard stimolò Picasso a illustrare i 44 volumi della grande enciclopedia francese Histoire naturelle di Buffon.

Lo straordinario e fantasioso genio iberico realizza un incredibile bestiario, scimmie, galli, struzzi, con una tecnica rivoluzionaria: acquatinta allo zucchero unita all’acquaforte. La pubblicazione avverrà nel 1942, dopo che Vollard era già morto. Tra il 1932 e il 1937, l’esplosione creativa di Picasso si materializza nellaSuite Vollard: cento incisioni nelle quali il pittore racconta le gesta erotiche del Minotauro, entità mitologica in cui si immerge ed identifica totalmente al punto da considerare quest’opera “la mia autobiografia”. Questa famosissima tavola rappresenta, secondo molti, la più forte dichiarazione di Picasso contro il dramma della guerra nel suo Paese, la Spagna.

A cura di: Anna Maria Covelli

“Picasso e Vollard. Il genio e il mercante”, dal 6 aprile all’8 luglio 2012, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti (Campo Santo Stefano), Venezia.
Orari: lunedì-domenica, 10-19. 
Ingresso: intero € 9, ridotto € 7,50.
Informazioni: 199.199.111
Catalogo: GAmm Giunti

 

(Fonte: http://www.arcadja.com/artmagazine/it/2012/05/03/picasso-e-vollard-il-genio-e-il-mercante-la-storia-di-una-straordinaria-collaborazione-che-produsse-i-capolavori-in-mostra-a-venezia/)

 

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